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I Sud, Le Mafie: le donne si raccontano

'Parole, immagini, video, molteplici sguardi di donne: tre giorni a Roma per andare oltre la retorica maschile dell''antimafia e aprire nuove vie.'

I Sud, Le Mafie: le donne si raccontano

Redazione

25 Marzo 2013 - 20.26


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Dal 5 al 7 aprile alla Casa internazionale delle donne di Roma [Cid, via della Lungara 19] si svolgerà il convegno nazionale “I Sud, Le Mafie: le donne si raccontano” promosso e organizzato da Cid, Sil, Libera, daSud.

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Scrivono le promotrici:

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«Del tema – i sud, le mafie – vogliamo cogliere le trasformazioni messe in atto da donne nel contesto in cui vivono, le modalità e le forme con cui esse vengono concretizzate. Siano esse donne che lavorano contro le mafie, creatrici di nuove pratiche di resistenza, al nord come al sud, le quali, a partire dalla trasformazione di sé stanno trasformando la realtà. Siano esse donne di mafia, testimoni e collaboratrici di giustizia, che si sono ribellate al Sistema.

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Consapevoli che siamo i luoghi in cui viviamo – fatti di “beni e di mali”, di memoria storica e di costruzione dell’immaginario, oltre che di appartenenza socio-culturale, e che da questa appartenenza non possiamo prescindere -vogliamo parlare di Sud senza ricreare lo stereotipo sud=criminalità; parlare della materialità della vita, diversa tra nord e sud, senza cadere nel rivendicazionismo, nel vittimismo, o nella dicotomia “donne della realtà e donne dell’immaginario”.

Vogliamo parlare di Sud come paesaggio interiore, luogo dell’immaginario, che cammina con noi; mettere in parole il legame con la terra d’origine, spesso negata, rimossa, insieme al proprio essere donna del sud. Una ri-narrazione che permetta di riposizionare lo sguardo, trasformando una mancanza, un disagio, sconfinante nello stereotipo, in possibilità di trasformazione collettiva.

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Vogliamo parlare di insularità come sguardo mobile, eccentrico, mutante, per capire se alcune peculiarità di chi vive “al margine”, punto d’intersezione di derive opposte che si mescolano – colte come punto di forza da molte scrittrici nella persistenza di un legame tra immaginario letterario e realtà – possano essere rimesse in circolo con le donne del nord. Per ricontestualizzare o dare vita a pratiche politiche del femminismo delle origini, centrate sulla materialità dei corpi.

Per creare nuove mediazioni e uno spazio pubblico, più adatti alle attuali condizioni del nostro vivere. Per sottrarsi ad un sistema/potere globale, come quello delle Mafie diventate Sistema, onnipervasivo, e al contempo invisibile, centrato sulla distruzione e smaterializzazione dei corpi. Per aprire nuovi spazi del racconto che ricreino le condizioni di indipendenza simbolica dal potere dominante.

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Di tutto questo vogliamo parlare con donne del nord e donne del sud di diverse competenze e discipline – storiche, sociologhe, scrittrici, giornaliste, magistrate, animatricisociali, fotografe, registe – per creare cortocircuiti, nel reciproco riconoscimento e desiderio di cambiamento, da cui scaturisca un pensiero impensato, oltre gli stereotipi, il già detto, oltre la retorica maschile dell’antimafia, che apra ad altre possibilità».

Qui il programma: www.casainternazionaledelledonne.org

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