La nostra storia negli scatti di Liliana Barchiesi

"Donne è bello" è una sorta di riassunto generazionale della Milano Anni '70. Un archivio di immagini delle donne del '68, dalle manifestazioni per l'aborto alle riunioni, ai cortei. [di Marina Cosi]

Liliana Barchiesi, “Casalinghe”  a Milano aprile/giugno 1979

Liliana Barchiesi, “Casalinghe” a Milano aprile/giugno 1979

Marina Cosi 18 settembre 2020
Una donna che racconta le donne in cammino per la liberazione, con la tastiera talora, ma anche e per lo più guardandole attraverso l'obiettivo di una macchina fotografica o di una videocamera.

Liliana Barchiesi, milanese, giornalista, fotografa, è come molte di noi, che, da brave ex ragazze del '68, abbiamo intrecciato militanza e soggettività. Ma in più lei ha costruito passo passo l'archivio per immagini di questo cammino. Un patrimonio di testimonianze e di interpretazioni che non ha pari.

Con sensibilità, rispetto e anche quando serve con divertita ironia. La casalinga anni Settanta e lì accanto le bimbe coi loro giocattoli "femminili" utili ad allevare future casalinghe... E poi le manifestazioni per il diritto all'aborto legale e sicuro, le proteste scanzonate, le sedute di autocoscienza, i cortei e tanti espressivi primi piani "che parlano".

Liliana negli anni ha partecipato a tante mostre. L'ultima e splendida, alla Galleria Morone di Milano e curata da Cristina Casero, docente di Teorie e tecniche della fotografia all'Università di Parma, è una specie di riassunto generazionale che mette assieme foto, videointerviste, oggetti d'arte di un percorso collettivo: "Gesti di rivolta - arte, fotografia e femminismo a Milano - anni 70" .

Contemporanemente ha pubblicato un libro ch'è più d'un catalogo, presso Postcart (un editore sofisticato specializzato in immagini): "Donne è Bello", con testi di Lea Melandri e Giovanna Calvenzi. Che peraltro sono presenti anche in mostra con registrazioni d'epoca, assieme a Liliana, ad Assunta Sarlo, ad altre amiche e compagne "più grandi" e che nel frattempo ci hanno lasciate... 


Se è consentito in finale un commento eterodosso: Liliana la si vede bene pur stando lei sempre un passo indietro. Così è il vero giornalismo, non importa se fatto di parole o immagini.