Un racconto per bambini contro la violenza dei grandi

"Gli occhiali da sole", consigliato 8 - 13 anni anni, di Stefano Montanari, con le (tante) illustrazioni di Mauro Cicaré è un progetto destinato anche a raccogliere fondi per i centri antiviolenza. [di Elena Pasquini]

"Gli occhiali da sole" di Stefano Montanari

"Gli occhiali da sole" di Stefano Montanari

Elena Pasquini 22 novembre 2021

“Gli occhiali da sole” servono a nascondere e a nascondersi nel libro di Stefano Montanari, edito da Multimage. Ma sono anche il simbolo della forza e della resilienza di una madre e un figlio nella lotta per la vita, in un mondo in cui gli uomini detengono il potere di negare la violenza domestica. Una storia illustrata - sulla falsariga di una short story anglosassone, per ora disponibile in versione bilingue italiano/inglese ma presto anche in francese e tedesco – che entra dentro una casa e le sue dinamiche familiari violente per far emergere il coraggio disperato dei figli e la loro paura di fronte alla violenza assistita; che poi accompagna i protagonisti fuori da quel set in cui tutto inizia, mettendo in luce le risposte del mondo degli adulti, spesso incomprensibili, e il riscatto attraverso la relazione e l’assunzione di responsabilità a livello personale e sociale di chi decide di dare alle vittime la possibilità di togliere gli occhiali da sole.



La storia nasce dalla penna di Stefano Montanari, da oltre 20 anni al lavoro nel campo dei diritti umani, ed è la porta d’accesso per un progetto no profit con cui si vorrebbe raccogliere fondi in favore di centri antiviolenza in Italia e all’estero. Tante illustrazioni, quasi monocromatiche, a firma di Mauro Cicarè, che nel tracciare le linee di questi personaggi mescola disegno e fumetto in una ricerca stilistica saltellante tra la necessità di dar forma alla parola scritta e l’urgenza di inserire in un tratto più calcato o in un’ombra più netta quel messaggio che travalica la ragionevole analisi del testo e diventa emozione nel comprendere cosa l’unione tra parola e immagine sta raccontando: lo sguardo cattivo sembra una “non azione” fino a quando non si staglia nel disegno del padre che chiude a chiave la porta. Il lettore, dall’altra parte del foglio, riceve quell’impulso di parole e immagini e diventa il bambino oggetto di quello sguardo, da cui non può sfuggire e attraverso il quale comprende la complessità di quei “non detti” che atterriscono, immobilizzano, creano spazi per ulteriore violenza.



“Gli occhiali da sole” è così un libro per sensibilizzare bambini tra gli 8 e i 13 anni al tema e magari dar loro le parole per raccontare vissuti similari ma, soprattutto, è uno strumento per insegnanti, educatori e psicologi. L’uscita è pianificata a ridosso della giornata internazionale contro la violenza sulle donne: donne che sono 9 volte su 10 le vittime della violenza domestica e dietro alle quali ci sono spesso occhi di bambini che osservano, interiorizzano, soffrono e, in molti casi, non sono considerati vittime e quindi non vengono adeguatamente protetti.



«La violenza domestica non è mai una vicenda privata». Lo dice la giudice che finalmente riprende il fascicolo e si assume la responsabilità di non considerare la necessità di un paio d’occhiali scuri sul naso come normalità, come un fatto relegato nella vita personale dei protagonisti. Nessuna scusa: è un crimine.

Parole chiare e inequivocabili che entrano in un libro per bambini. Questo è probabilmente il grande pregio di queste pagine: perché il primo passo sta nel dare il giusto nome alle cose e non dissimularle, ammantarle di un’aurea che non appartiene loro. La violenza domestica è un crimine. E i bambini che la vivono, sia pure “solo” assistendo, sono testimoni verso i quali non possiamo abbassare lo sguardo. Non solo il 25 novembre. Non solo dentro i centri antiviolenza. Sempre. Tutti, come parte di una società che non può e non deve dimenticarsi delle proprie responsabilità.